Ricerca personalizzata

giovedì 20 marzo 2008

Scan and Solve un test per individuare le zone più esposte a rischio di rotture


Dallo studio del David di Michelangelo un test per individuare i punti deboli delle statue, ma anche di parti del corpo umano. Senza doverle spostare o muovere. In pratica il sistema indica le zone che, in caso di stress o infortuni, sono più esposte al rischio di rotture. A mettere a punto il metodo, chiamato Scan and Solve, è un team di ricercatori americani della Florida International University e dell'University ofWisconsin-Madison che ha applicato il sistema alla celebre statua del David, dimostrando che si tratta di un metodo più semplice, rapido e accurato dei precedenti.

Applicando il test alle ossa umane, i ricercatori affermano che si può arrivare a prevedere come e dove si romperanno. Gli scienziati diretti da Vadim Shapiro e Igor Tsukanov presenteranno il loro lavoro all'International Conference on Computational and Experimental Engineering and Sciences in corso ad Honolulu nelle Hawaii.

"Questa ricerca sì trasformerà in una tecnologia rivoluzionaria per l'analisi degli artefatti in situ", assicura Shapiro. Scan and Solve prende campioni in 3-D di un oggetto e ne calcola i punti deboli.

mercoledì 12 marzo 2008

La Terra morirà tra 7,9 miliardi di anni!


Alla fine sarà una sorta di consunzione lenta, come una "morte vaporosa". Così morirà il pianeta Terra, e accadrà esattamente tra 7,59 miliardi di anni. A questa conclusione è arrivato uno studio, che sta per essere pubblicato sull'inglese Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, condotto dai due astronomi Klaus Peter Schroeder e Robert Connon Smith e anticipato ieri sulle pagine scientifiche del New York Times.

La Terra, conclude lo studio basandosi su un nuovo metodo di calcolo, morirà risucchiata da un Sole divenuto nel frattempo sempre più grande, un Sole gigante le cui dimensioni saranno 256 volte quelle attuali, un Sole rosso e congestionato che porterà inesorabilmente il pianeta Terra fuori della sua orbita, condannandolo alla fine. Una fine che non prevede implosioni o esplosioni, ma una lenta, inesorabile "cottura" del pianeta o, per essere più precisi, una "morte vaporosa".

lunedì 10 marzo 2008

Le piogge acide


Normalmente l'acqua piovana ha un pH intorno a 5,5, quindi è lievemente acida. Questa sua debole acidità è dovuta allo sciogliersi nell'acqua stessa di piccole quantità di CO2, che reagisce con l'acqua a dare acido carbonico, un acido molto debole. Ma nell'acqua piovana si sciolgono anche anidride solforosa (SO2) e vari ossidi di azoto, sostanze che provengono dalle combustioni industriali e domestiche (gasolio liquido, carbone, ecc.), dalle emanazioni vulcaniche, ecc. Queste sostanze reagiscono con l'acqua, formando rispettivamente acido solforico (H2SO4) ed acido nitrico (HNO3), che abbassano il pH della pioggia anche a 3: in questi casi si parla di piogge acide.

Se una lieve acidità della pioggia può portare ad un incremento della produttività di certe colture, un'acidità troppo elevata distrugge gli stessi tessuti vegetali e compromette perciò il normale svolgersi della fotosintesi. L'acidità del suolo che può seguirne influenza il tipo di piante che vi possono vivere e può anche favorire il passaggio in soluzione di metalli pesanti tossici (il mercurio, per esempio).

L'acidità troppo elevata della pioggia può essere letale anche per molti organismi degli ecosistemi acquatici, dal plancton a certi pesci. La scomparsa di molti batteri determina inoltre un ritardo nel processo di decomposizione, da cui consegue un accumulo di materiali tossici sui fondali.

L'aumento dell'acidità dell'acqua piovana è una diretta conseguenza dell'impiego di combustibili fossili e rappresenta un ulteriore stimolo alla ricerca di fonti energetiche alternative, non inquinanti.

venerdì 7 marzo 2008

Perché nelle cellule le membrane sono così sviluppate?


Una delle novità e delle caratteristiche messe in evidenza dalle osservazioni al microscopio elettronico è rappresentata dall'enorme sviluppo delle membrane. In tutte le cellule, infatti, malgrado le differenze di aspetto, di forma, di dimensioni, di funzione, la maggior parte degli elementi strutturali fondamentali (membrana cellulare, membrana nucleare, reticolo endoplasmatico, mitocondri, cloroplasti, complesso di Golgi, lisosomi, plastidi) sono formati da membrane costituite da lipidi e protidi.

Le membrane separano la materia vivente nella cellula in compartimenti più o meno autonomi, che lavorano tutti in modo coordinato per mantenere in vita la cellula. Inoltre, dal punto di vista funzionale, le membrane rappresentano le barriere che consentono alla cellula di mantenere una composizione costante e indipendente (entro certi limiti) da quella del mezzo esterno.

Il grande sviluppo delle membrane porta inoltre ad un enorme aumento della superficie cellulare. Su tale superficie sono presenti degli enzimi, ciascuno dei quali catalizza una reazione specifica. Gli enzimi sono disposti in modo ordinato e possono così funzionare a pieno ritmo, come una catena di montaggio, in quanto spesso i prodotti finali di una reazione vengono a costituire il substrato sul quale agisce l'enzima successivo. Le molecole interessate alle reazioni, sia quelle presenti sulla superficie delle membrane sia quelle presenti nel citoplasma e nel nucleoplasma, sono dunque a contatto su superfici considerevoli.

La chimica dimostra che quanto più è grande la superficie di contatto tra due corpi che possono reagire fra loro, tanto maggiore è la velocità di reazione. Il grande sviluppo delle superfici delle strutture viventi rende così possibili delle reazioni che sarebbero altrimenti estremamente lente e quindi di nessun interesse per la cellula o per l'intero essere vivente.

L'invenzione" della membrana (che rappresenta il gradino successivo a quello della formazione delle macromolecole o dei complessi plurimolecolari), deve essere avvenuta a livello prebiotico ed ha consentito l'inizio della vita cellulare. Essa tuttavia è stata il frutto di una lunga serie di tentativi e di errori, regolati da una pressante selezione del più adatto e del più economico, dal punto di vista termodinamico, quindi il risultato di una lenta e graduale evoluzione.

giovedì 6 marzo 2008

Norton Internet Security 2008 e Norton 360: soddisfatti o rimborsati!


Symantec si sente talmente sicura del livello di qualità e performance dei propri prodotti Norton Internet Security 2008 e Norton 360 da essere pronta a offrire ai propri clienti una garanzia "soddisfatti o rimborsati". Se per qualsiasi motivo non doveste essere contenti dell'acquisto di un prodotto che riporta sulla scatola il bollino di quest'iniziativa, potrete compilare il a Symantec entro 60 giorni, unitamente a una prova d'acquisto e al CD del software. La ditta vi rimborserà il prezzo del prodotto, attualmente fissato a 55,99 euro per quanto riguarda Norton Internet Security 2008 e a 71,99 euro per quel che attiene Norton 360.

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